Il nuovo Codice della Strada introduce una riforma organica per innalzare i livelli di sicurezza e rendere la normativa coerente con le attuali modalità di mobilità. Le principali modifiche riguardano un significativo irrigidimento del sistema sanzionatorio, con multe più elevate per le condotte a rischio, un rafforzamento dei controlli e una maggiore rapidità nell’applicazione delle sospensioni in caso di recidiva, in particolare per eccesso di velocità e utilizzo del cellulare alla guida.
La riforma pone inoltre un’attenzione specifica alla tutela degli utenti più esposti, come pedoni, ciclisti e motociclisti, intervenendo su distrazione, abuso di alcol e droghe e regolamentazione dei nuovi mezzi di micromobilità e dei servizi di sharing.
Un ulteriore elemento distintivo è rappresentato dal processo di modernizzazione introdotto dalla Legge 182/2025, che prevede la digitalizzazione di numerose procedure amministrative.
Nel complesso, la riforma delinea un quadro normativo più rigoroso, più moderno e maggiormente orientato a garantire sicurezza, efficienza e chiarezza operativa per tutti gli utenti della strada.
-Alcol e sostanze stupefacenti
La riforma del Codice della Strada ha cambiato in modo significativo il modo in cui vengono trattati i casi di guida in stato di alterazione. L’obiettivo è chiaro: aumentare la sicurezza stradale e ridurre gli incidenti, intervenendo con controlli più rapidi e sanzioni più severe.
Guida in stato di ebbrezza: cosa cambia?
Il limite alcolemico generale non è cambiato resta quello già previsto (0,5 g/l per la maggior parte dei conducenti). Tuttavia, la riforma introduce misure molto più dure per chi viene trovato positivo.
Le principali novità:
obbligo di alcolock per i recidivi: chi è già stato sanzionato per guida in stato di ebbrezza deve installare sul proprio veicolo un dispositivo che impedisce l’accensione se rileva alcol nel respiro;
divieto assoluto di bere prima di guidare per 2–3 anni per i recidivi, con annotazione sulla patente (codici unionali 68 e 69);
revoca della patente nei casi più gravi o in presenza di recidiva.
Guida sotto effetto di droghe: la vera stretta
La riforma ha introdotto una novità molto discussa: non serve più dimostrare che il conducente fosse “alterato” ma è sufficiente la positività al test per far scattare la sanzione. Tuttavia la sentenza della Corte Costituzionale n. 10/2026 sancisce che non basta la semplice positività al test per punire la guida dopo l’assunzione di droghe, serve verificare che la sostanza fosse ancora in grado di produrre un’effettiva alterazione o un pericolo concreto.
Cosa significa in pratica?
Se il test salivare o di mucosa risulta positivo scatta automaticamente la sanzione, anche se la persona appare lucida.
Le forze dell’ordine possono effettuare:
test non invasivi (equilibrio, coordinazione, ecc.);
test salivari;
esami tossicologici più approfonditi.
Sanzioni: cosa rischia chi guida alterato
Le sanzioni variano in base alla gravità, ma in generale includono:
Per alcol:
multe più elevate rispetto al passato;
sospensione o revoca della patente;
obbligo di alcolock per i recidivi;
divieto assoluto di consumo di alcol prima della guida per anni.
Per droghe:
sospensione immediata della patente;
multe e possibili conseguenze penali;
accertamenti tossicologici obbligatori;
sanzione anche senza stato di alterazione evidente.
-Neopatentati
Il nuovo Codice della Strada introduce regole più severe ma anche limiti di potenza più alti per i neopatentati, con un’estensione del periodo di “neopatente” da 1 a 3 anni.
Limiti di potenza dei veicoli
Autoveicoli (categoria M1)
Potenza massima: 105 kW (≈142 CV).
Rapporto potenza/peso: ≤ 75 kW/t.
Veicoli elettrici/ibridi plug‑in: limite a 65 kW/t considerando il peso della batteria.
Veicoli non M1 (es. autocarri)
Vale solo il limite di rapporto potenza/peso, non quello di potenza assoluta.
Quando i limiti NON si applicano?
Se il neopatentato guida con accanto una persona:
con massimo 65 anni;
con patente B da almeno 10 anni o patente superiore.
Se il veicolo è al servizio di una persona con disabilità munita di contrassegno e presente a bordo.
Limiti alcolemici
Tasso alcolemico = 0 per i primi 3 anni.
Foglio rosa: nuove regole
Per esercitarsi da soli serve aver svolto un numero minimo di guide certificate:
in autostrada o extraurbane principali;
in orario notturno (con attestazione dell’autoscuola).
Sanzioni
Guida di veicolo troppo potente:
multa 165–660 €;
sospensione patente fino a 8 mesi.
Retroattività
Le nuove norme non sono retroattive: valgono solo per chi prende la patente dopo l’entrata in vigore della riforma.
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-Monopattini elettrici
Il nuovo Codice della Strada introduce regole molto più severe per i monopattini elettrici: casco obbligatorio per tutti, assicurazione RC “targhino” identificativo, limiti di velocità confermati e divieto di circolazione fuori dai centri abitati.
1. Obbligo di contrassegno identificativo — targhino
Adesivo plastificato non rimovibile, prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Riporta sei caratteri alfanumerici e identifica il proprietario, non il mezzo.
Va applicato sul parafango posteriore o sul piantone dello sterzo.
Richiesta tramite procedura digitale sul Portale dell’Automobilista.
2. Casco obbligatorio per tutti
Non solo per i minorenni, chiunque guida un monopattino deve indossare un casco conforme UNI EN 1078 o UNI EN 1080.
3. Assicurazione RC obbligatoria (non ancora in vigore)
Necessaria per tutti i monopattini, privati e in sharing.
Le forze dell’ordine possono verificare in tempo reale la copertura assicurativa grazie all’integrazione con il targhino.
4. Limiti di velocità
20 km/h su strada urbana.
6 km/h nelle aree pedonali (solo se condotto a mano).
5. Dove si può circolare?
Solo su strade urbane con limite ≤ 50 km/h.
Vietato fuori dai centri abitati.
Vietato sui marciapiedi (solo a mano).
6. Età minima
14 anni per guidare un monopattino elettrico.
7. Requisiti tecnici obbligatori del mezzo
Potenza massima ≤ 0,50 kW.
Nessun sedile.
Marcatura CE.
Segnalatore acustico.
Regolatore di velocità impostabile su 6/20 km/h.
8. Sosta
Vietata sui marciapiedi, salvo aree dedicate dal Comune.
Consentita negli stalli per bici, ciclomotori o moto.
9. Sanzioni principali
Mancato uso del casco: 100–400 €.
Circolazione in aree vietate: fino a 400 €.
Mancanza di assicurazione o targhino: fino a 400 €.
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-Autovelox
Il nuovo Codice della Strada e il Decreto Autovelox 2024 introducono regole molto più rigide: gli autovelox potranno essere installati solo dove c’è reale pericolo, con limiti minimi di velocità, distanze obbligatorie tra dispositivi e cartelli più chiari. Le norme puntano a ridurre gli abusi dei Comuni e rendere le multe più trasparenti.
Dove possono essere installati?
Solo su strade ad alto tasso di incidentalità o dove è impossibile la contestazione immediata.
Serve autorizzazione del Prefetto, anche per le postazioni mobili senza contestazione immediata.
Il Prefetto deve motivare l’autorizzazione con:
dati sugli incidenti;
impossibilità tecnica di fermare i veicoli.
Dove NON possono essere installati?
Zone 30: gli autovelox non possono rilevare infrazioni sotto i 50 km/h.
Strade extraurbane: vietati dove il limite è inferiore a 90 km/h.
Strade urbane: vietati dove il limite è inferiore a 50 km/h.
Segnaletica obbligatoria
Cartelli di preavviso almeno 1 km prima fuori dai centri abitati.
Devono essere ben visibili, senza ostacoli o posizionamenti ingannevoli.
Distanze minime
Per la prima volta viene fissata una distanza minima tra un autovelox e l’altro, variabile in base al tipo di strada.
Omologazione e taratura
Il nuovo Codice colma il vuoto normativo: ora sono definiti criteri chiari di omologazione degli apparecchi.
Senza omologazione corretta, le multe possono essere contestate.
Autovelox su veicoli in movimento
Consentiti solo con contestazione immediata, in caso contrario devono essere usate postazioni fisse o mobili visibili.
Multe e limiti
Le sanzioni diventano più trasparenti grazie alle nuove regole su:
numero massimo di multe nella stessa tratta;
validità delle rilevazioni.
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